Tradizioni siciliane da non perdere.

Tradizioni siciliane da non perdere – La sicilia non è solo mare, spiagge e sole. Di seguito potete trovare alcune delle tantissime tradizioni sicule, tutte da non perdere.

Tradizioni siciliane da non perdere: Il Carnevale

Le prime notizie sul Carnevale siciliano risalgono al XVII e XVIII secolo con cortei ricchi di costumi barocchi, pali allegorici e commedie improvvisate. Questi si svolgevano soprattutto nella città di Palermo. Oggi, le manifestazioni carnevalesche più spettacolari sono quelle di Acireale (spettacolari cortei animano i dieci giorni che precedono il Martedì Grasso, con performance di poeti dialettali chiamati ‘minatizzi’, l’organizzazione di concorsi gastronomici e giochi popolari), Palazzolo Acreide, Termini Imerese (attraverso un testamento scritto da un fantoccio, ‘u nannu’ (il nonno), che sottolinea ironicamente i difetti dei personaggi più potenti.

Alla fine della lettura, il fantoccio viene bruciato insieme ad un fantoccio femminile ‘a nanna’ (la nonna) come simbolo di fertilità), Sciacca, Taormina, Saponara, Mezzojuso, Misterbianco.

La Sagra del Mandorlo in Fiore

La festa si svolge durante le prime settimane di Febbraio con la fiaccolata e l’accensione del tripode di fronte al Tempio della Concordia, nella Valle dei Templi. Per dieci giorni Gruppi folkloristici provenienti da tutto il mondo competono nelle piazze e nelle strade della città.

Tradizioni siciliane da non perdere: Il Palio dei Normanni

Il Palio rievoca le gesta di re Ruggero d’Altavilla, che, nel 1071, cacciò via i Saraceni che occupavano la Sicilia. Papa Nicolò offrì al Re una bandiera raffigurante la Madonna col Bambino e il Re ricambiò donando la bandiera di Piazza Armerina, dove oggi, dal 12 al 14 Agosto, l’evento viene rievocato e celebrato. Il terzo e ultimo giorno si svolge il famigerato palio a cavallo in stile medievale.

Il cous cous fest

Nelle Egadi, a Trapani, Erice, viene celebrato il cous cous, piatto antico e popolare, ogni anno a settembre. La manifestazione è una vera e propria gara di cucina, in cui chef provenienti da tutto il Mediterraneo concorrono per il premio del miglior cous cous. La festa dura sei giorni, tra le degustazioni di piatti delle più diverse tradizioni culinarie, concerti e spettacoli. Il costo del biglietto è di € 10.

La fiumara d’arte

La Fiumara d’Arte è un museo all’aperto di sculture di grandi dimensioni posizionate lungo il letto di un torrente, La Fiumara, sulla montagna e sulla spiaggia, tra Castel di Tusa, Santo Stefano di Camastra e Mistretta. Volute da Antonio Presti, le sculture sono state progettate da artisti di fama internazionale. Le opere d’arte vogliono avvicinare alle funzioni vitali dell’uomo.

Tradizioni siciliane da non perdere: La Mattanza

La mattanza in uso già nel corso dell’Età del Bronzo e ai tempi dei Fenici, venne affinata con l’arrivo degli arabi nel IX secolo, i quali insegnarono ai pescatori siciliani tecniche di pesca per le grosse creature del mare, che potevano pesare fino a 600 Kg. La Mattanza nelle acque della Sicilia è una secolare caccia marittima ai tonni che nuotano verso Sud per deporre le uova.

Nata come sostentamento economico, oggi sopravvive solo fuori l’isola di Favignana, dove le acque diventano rosse per il sangue dei tonni. In Sicilia sono rimaste solo tre tonnare: a Favignana, Bonagia e Castellammare. Squadre di pescatori muniti delle tradizionali barche piatte, con grandi reti fino a 16 Km di lunghezza, preparano una serie di corridoi costringendo i tonni a nuotare verso la cosiddetta ‘camera della morte’.

Quando circa un centinaio di prede restano intrappolate, i 60 membri dell’equipaggio iniziano a tirar su le reti, a ritmo del canto antico chiamato Cialoma, o Scialome. Quando il tonno sale in superficie ecco qui che i pescatori cominciano ad infilzarlo. La parola “Mattanza” suggerisce carneficina, una relazione che ogni spettatore, e non sono pochi, non può ignorare. Implicazione culturale a parte, vi è un elemento sostanziale, la brutalità del rituale. Questa fase, solitamente, ha una durata di circa 15 minuti prima della lenta e inesorabile morte.

Ma spesso capita che alcuni muoiono rapidamente appena in superficie, a causa del troppo ossigeno nell’aria o dal sopraggiungere di attacchi di cuore.

Buone vacanze!

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